Normativa italiana sulla videosorveglianza privata

Lungo strade, giardini privati, luoghi pubblici e proprietà private, si possono notare cartelli riportanti la dicitura ”Attenzione area videosorvegliata”.

Ma a che cosa si riferiscono esattamente? Qual’è la normativa in vigore e quali sono gli obblighi che il proprietario dell’abitazione è tenuto a rispettare, al fine di adempiere alla normativa? 

Le norme di riferimento all’attività in oggetto, sono regolate principalmente dall’autorità garante della privacy. Questo perché l’attività risulta molto delicata, in quanto rischia di violare la privacy di individui ripresi inconsapevolmente.

Normativa Videosorveglianza privata

Secondo la normativa vigente, chiunque in uno spazio privato può installare telecamere senza richiedere alcun consenso.

Occorre però prestare molta attenzione alle inquadrature, infatti se queste ultime sono in grado di registrare aree comuni o per esempio parti del condominio, occorre richiedere il consenso a tutti i condomini ed esporre la cartellonistica prevista dalla legge per informare chiunque si trovi nei pressi dell’area interessata.

Le sanzioni per l’utilizzo inappropriato delle apparecchiature di videosorveglianza sono molto elevate, infatti possono superare i 10.000 euro oltre al rischio di incorrere in reati penali molto pesanti.

Per questi motivi è molto importante decidere dove installare gli apparati di videosorveglianza, analizzando ogni singolo fattore.

La normativa GDPR RE 679/2016

Il regolamento europeo GDPR, entrato in vigore la scorsa estate, ha definito in maniera precisa le disposizioni in materia di videosorveglianza, imponendo alcuni limiti ed obblighi. 

Il regolamento GDPR impone che venga installato nell’area interessata, un cartello ben visibile, riportante l’indicazione ”area videosorvegliata”, il riferimento legislativo, le generalità dell’organizzatore dell’attività di videosorveglianza e lo scopo dell’attività.

Nei pressi della zona ripresa occorre altresì indicare tramite un’informativa, una descrizione generica delle apparecchiature, la titolarità dei dati ed il trattamento. 

Non in tutti i luoghi possono essere posizionate le telecamere, infatti la legge impone che non possono essere installate in bagni, spogliatoi ed aule scolastiche. Se installate all’interno di un luogo di lavoro, occorre possedere un’autorizzazione sindacale.

Il tempo massimo per detenere le immagini è dalle 24 alle 72 ore. L’arco temporale può essere esteso in particolari condizioni e previa autorizzazione, ma comunque deve essere determinato.

Non tutti possono visionare i filmati liberamente, ma occorre nominare una specifica persona come responsabile, il quale sarà l’unico ad essere autorizzato alla visione delle registrazioni, oltre agli organi di polizia, ma solo in caso di consumazione di reati. 

Dichiarazione di conformità dell’impianto

Da non dimenticare è anche DM 37/08 stabilisce che gli impianti devono essere installati da una ditta specializzata in grado di rilasciare dichiarazione di conformità dell’impianto, in modo tale da certificare che l’impianto risulta in linea con le normative vigenti.

Occorre quindi prestare le precauzioni previste quando si installa un impianto di videosorveglianza, al fine di evitare sanzioni.